

Florinda Balli
Nasce a Barcellona, dove la sua famiglia risiede per motivi di lavoro. Studia a Parigi e Zurigo, poi torna a Lugano, dove lavora come giornalista nella redazione del Corriere del Ticino e del settimanale Azione.
Si è interessata fin dalla prima giovinezza di filosofia, psicologia e spiritualità; ha approfondito lo studio dell’I-Ching, e, nel corso degli anni, ha conosciuto – e intervistato – molte personalità: filosofi, storici, etnologi, psicanalisti e scienziati.
Negli anni Novanta lascia la redazione di Azione e fonda con alcuni amici i quaderni di Mutamenti.
Florinda Balli è anche autrice di un saggio su una terapia alternativa: La medicina dei due spazi-tempo e di cinque romanzi fantastici.
Il suo sito è florindaballi.com
La scrittura come rapporto con l’invisibile
Durante la mia infanzia, che è stata piuttosto solitaria, ho sperimentato più volte la ‘presenza’ di personaggi invisibili che mi accompagnavano assiduamente per un certo periodo. Potevano essere puramente immaginari ma anche personaggi storici. Per lo più si trattava di artisti, o di uomini e donne dalla vita avventurosa che mi incoraggiavano a vincere la mia timidezza. Con questi esseri vivevo una parte del mio quotidiano e inventavo straordinarie vicende, sempre nuove e affascinanti.
Non ho mai dato grande importanza a queste esperienze prima del 1999, quando ho deciso di scrivere ciò che si presentava alla mia mente. È nata così ‘La voce ritrovata’, riscritta e pubblicata per la seconda volta nel 2014 (Edizioni Ulivo). Questa seconda versione ha vinto una targa speciale della giuria al premio Stresa Letteraria 2015. Nel 2016 ha fatto seguito ‘Il sentiero delle dee velate’ (Edizioni Macchione), che ha vinto quello stesso anno il Premio Guido Morselli.
Con ‘Il manoscritto di Clavel’, il mio rapporto con la scrittura è evoluto verso una maggiore complessità e riflessione sul processo creativo.
Sento che la mia scrittura sta diventando meno legata a una forma particolare di “trance”. I primi romanzi, e soprattutto il primissimo, sono stati scritti quasi sotto dettatura, al punto che, a posteriori, mi capitava di non ricordare i nomi dei personaggi o le vicende che avevo descritto. Ancora oggi, quando rileggo ‘La voce ritrovata’, avverto una forma molto particolare di energia, o di contatto con l’oltre.
Questo processo si è attenuato nei romanzi successivi ed è cessato del tutto con ‘Il giardino delle mandragore’. Penso quindi che d’ora in poi la mia scrittura sarà piuttosto il frutto di una mediazione cosciente con la dimensione invisibile.

Natascia Bandecchi
Nata a Lugano, ha lavorato per oltre 20 anni presso la RSI (Radiotelevisione Svizzera), prevalentemente per la radio – prima Rete Tre e poi Rete Uno – dove ha espresso la sua passione per la voce, la musica e la comunicazione, raccontando storie che parlano di identità, differenza, resistenza e umanità. Nel 2020 ha conseguito il diploma cantonale di giornalismo.
Il suo sito è natasciabandecchi.ch
Empatia e ascolto
Il mio percorso di crescita personale, in corso da oltre metà della mia vita, ha intensificato la mia sensibilità verso le forme di esclusione silenziosa e verso le vulnerabilità che spesso restano invisibili e demonizzate, anziché accolte e integrate nel proprio percorso esistenziale. Per questo motivo, nel 2021 ho co-fondato insieme ad Elizabeth La Rosa l’Associazione The deep NEsT, con l’obiettivo di dare voce a chi non ce l’ha e creare spazi reali e simbolici di ascolto, espressione e confronto.
Empatia e ascolto sono al centro del mio modo di narrare. In un’epoca in cui fermarsi, ascoltare e ascoltarsi sembrano sempre più rari, ho scelto di dare tempo e spazio alle storie che chiedono attenzione, delicatezza e presenza nonché a temi dedicati alla crescita personale e all’introspezione.
Collaboro attivamente con il Film Festival Diritti Umani di Lugano (FFDUL) e con La Regione (quotidiano ticinese), in particolare per l’inserto Ticino 7. Faccio inoltre parte dell’Associazione frequenzeLIS di Lugano, impegnata nella promozione dell’accessibilità alle persone sorde attraverso la Lingua dei Segni Italiana.
Il mio lavoro è animato da una convinzione semplice ma potente: ogni storia è unica e merita di essere raccontata e ascoltata. Perché in ognuno di noi c’è un pò dell’altro.
Mutamenti ama
i libri e i luoghi
dove incontrarli:
biblioteche
e soprattutto
librerie.
Libreria Libera
Un punto di riferimento per le nuove frontiere della coscienza e le indagini sui risvolti più inquietanti della nostra realtà contemporanea.
Il team della Libreria Libera ha fondato la casa editrice Liberamentis, che si occupa, tra l’altro, di misteri, retroscena geopolitici e teorie lontane dal mainstream.
Libreria Wälti
Da molti decenni il punto di riferimento a Lugano per chi sa ancora appassionarsi per le tradizioni esoteriche e sapienziali.
Quartiere Maghetti - Lugano
Giovedi 10:00 – 18:30,
Venerdi 10:00 – 12:30 | 13:30 – 18:30,
Sabato 10:00 – 12:30 | 13:30 – 18:30.

La libreria Wälti ha pubblicato una brochure di Florinda che racconta la storia di Mutamenti e di alcuni incontri, avvenuti nel corso degli anni, che fanno parte dell'avventura che è stato e continua ad essere questo progetto.
La brochure può essere acquistata presso la libreria Wälti.







